Le immagini in alto hanno lo stesso aspetto, ma non sono uguali. Perché nella parte destra c’è una immagine che ipoteticamente occupa quasi il 40% in meno di spazio. Questa è la versione in WebP, progetto di Google per snellire le sue immagini e velocizzare internet. Che cosa è WebP? Si tratta di un nuovo formato grafico che Google spera renderà i trasferimenti di file più veloci di quanto attualmente sia possibile con gli attuali standard relativamente ingombranti, come JPEG. WebP, come JPEG, è un metodo di “compressione a perdere”, cioè che non riproducono perfettamente le immagini, ma offrono una scelta tra dimensioni del file e qualità dell’immagine. Vi sono importanti differenze tra i due formati, anche se, secondo Google:
Per migliorare la compressione JPEG, abbiamo utilizzato un compressore di immagini basato sul codec VP8 che Google ha reso open-source a maggio 2010. Abbiamo applicato le tecniche di fotogramma video VP8 all’interno per spingere il fermo immagine di codifica. Abbiamo anche adattato un contenitore molto leggero basato su RIFF. Mentre questo formato contenitore contribuisce con un overhead minimo di soli 20 byte per immagine, è estensibile permettendo agli autori di salvare meta-dati che vorrebbero conservare.
Secondo Google, le immagini costituiscono circa il 65% dei byte trasmessi attraverso il web oggi. Un modo per ridurre questo traffico sarebbe importante per alleviare gli oneri sui server Google. Questo è un gigantesco “sarebbe”, perchè JPEG è profondamente radicato sul web e i file WebP richiedono circa otto volte più tempo per la codifica. C’è poi da dire che tutti i browser dovrebbero adattarsi al nuovo formato.
Naturalmente, trovarlo su Chrome è inevitabile, essendo made in Google, il che significa che la sua presenza su altri browser basati su WebKit come Safari, è assicurata. Il lancio di un nuovo formato di file non è certamente una cosa semplice, ma se a farlo è Google, direi che il successo potrebbe starci.
