Il pensiero dei dispositivi controllati dalla mente a questo punto sono davvero cosa vecchia. Certo, tutti, da Honda all’Esercito degli Stati Uniti (come poteva mancare) stanno conducendo ricerche su questo campo, ma ad oggi non si ha molto da mostrare. Se i ragazzi di Intel continueranno per la strada giusta, i computer saranno presto in grado di esaminare l’attività cerebrale di una persona e determinare le parole che sta pensando.
L’idea è che le attività cerebrali per ogni singola parola nella persona media possono essere mappate e memorizzate in un database, per essere confrontate con quelle presenti nell’interfaccia di controllo. I risultati per il momento sono stati promettenti – esiste un primo prototipo in grado di distinguere tra parole come cacciavite, casa e fienile, utilizzando uno scanner a risonanza magnetica che misurs qualcosa come 20.000 punti nel cervello. Probabilmente Google nel futuro permetterà di usare il cervello nel suo motore di ricerca – e visto che su Twitter possono parlare anche le sedie e le piante, perchè non mandare tweet di ogni singolo pensiero?
Penso che sarebbe troppo visto tutto quello che ci passa per la mente, non sempre adatto ai minori.
