L’estate scorsa, uno studente dell’Università di Boston è stato condannato a pagare 670 mila dollari di danni per aver scaricato illegalmente 30 canzoni. Ieri il giudice della Corte Distrettuale degli Stati Uniti Nancy Gertner ha detto che era ridicolo, e ha ridotto a 67 mila dollari la somma. Sempre decisamente non alla portata di tutti.
Si spera che il risarcimento del danno ridotto serva ad un duplice scopo: mostrare che la condivisione di file illegali avrà significative conseguenze finanziarie, ma anche l’invio di un messaggio che la Costituzione protegge la gente comune dalle punizioni eccessive così come protegge le case discografiche e le loro richieste di protezione dei diritti d’autore.
Il Boston Globe fa notare come questo sia il secondo caso di file-sharing a raggiungere il livello federale; un giudice ha ridotto l’ammenda inflitta ad una donna del Minnesota da 1,9 milioni dollari a 54 mila dollari l’anno scorso.
Inutile dire che quelli della RIAA hanno esposto le loro solite buffonate, sostenendo che la pronuncia del giudice Gertner ha ignorato il “danno profondo economico e artistico” ai loro artisti (ma la gente vi ci deve per forza mandare?). Hanno quindi intenzione di contestare la decisione.
E mentre la decisione è sicuramente una piccola vittoria per il file-sharing in tutto il mondo, il downloader in questione non è rimasto entusiasta della pena ridotta. “E’fondamentalmente allo stesso modo impagabile per me”, ha detto
