55 anni dopo la morte di Albert Einstein, i fisici hanno intenzione di provare qualcosa che lui ha descritto nella sua relazione sulla teoria della relatività. Tre veicoli spaziali che volano a oltre 3 milioni di miglia spareranno laser a vicenda, supervisionati dalla NASA e l’Agenzia Spaziale Europea.
Sembra un terribile spreco di denaro (quello che è in effetti), ma almeno metterà l’anima in pace ai fisici sulle onde gravitazionali. I raggi laser non recheranno alcun danno ai veicoli spaziali, su cubi galleggianti di platino oro, utilizzati per misurare i cambiamenti.
Un professore dell’università di Glasgow di nome Jim Hough ha detto al Telegraph che le onde gravitazionali “sono prodotte quando oggetti di massa come buchi neri o stelle collassate accelerano attraverso lo spazio, forse perché attirate verso un altro oggetto con maggior forza di attrazione gravitazionale come un buco nero massiccio.”
A quanto pare è l’ultima parte della teoria della relatività generale di Einstein ad essere messa alla prova, ma non è stato ancora possibile a causa della natura difficile dell’individuazione di tali fenomeni.
Entro il 2020 l’ultimo pezzo del puzzle di Einstein sarà messo, ma per ora grazie al cielo non si spenderanno soldi inutilmente.
