La sezione 3.3.1 dell’iPhone Developer Program License Agreement è quello che veramente vieta Flash e altri compilatori cross-platform, quindi è necessario utilizzare l’ambiente di sviluppo Apple per le applicazioni iPhone. Probabilmente proprio questo costerà ad Apple qualche screzio con l’antitrust.
Il NY Post riferisce che il Dipartimento di Giustizia e la Federal Trade Commission sono su chi inizierà un’indagine antitrust riguardo la nuova politica di Apple nel richiedere ai propri sviluppatori di software di elabora le applicazioni per dispositivi come iPhone e iPad utilizzando solo strumenti di programmazione Apple.
Sarebbe sciocco se Apple affrontasse questioni di antitrust su questo. Se c’è un mercato in cui non ha un predominio è sicuramente quello degli smartphone. Ci sono molti concorrenti con nuovi sistemi operativi molto validi e comunità di sviluppo che si preannunciano molto ampie. Ci sono molte applicazioni cross-platform come Facebook, Evernote, Pandora.
Sappiamo per esperienza che lasciando una parte di software di terze parti tra la piattaforma e lo sviluppatore in ultima analisi, applicazioni sub-standard che ostacolano il miglioramento e il progresso della piattaforma. Se la crescita degli sviluppatori dipende da librerie e strumenti di sviluppo di terze parti, possono solo trarre vantaggi dai miglioramenti di piattaforma solo se e quando il terzo sceglie di adottare le nuove funzionalità. Non può secondo Steve Jobs, lasciare questa scelta a terzi, per questo Apple vuole essere padrona di dare ai propri sviluppatori sempre la scelta migliore e aggiornata.
Sempre il capo Apple ci tiene a sottolineare come le apps costruite utilizzando gli strumenti nativi, progettati fin dall’inizio per una determinata piattaforma, siano (quasi) sempre le migliori.
