Vi avevo già parlato del discusso Ballot Screen della versione europea di Windows 7, e del consenso dell’Unione Europea a questa forma di libertà data all’utente nella scelta del proprio browser, ma dopo tempo non a tutti risulta andare bene questa scelta.
I produttori di Flock, GreenBrowser e altri browser meno conosciuti si sono infatti rivolti alla Commissione Europea, in quanto si sentono discriminati rispetto ai browser più diffusi. Opera Software si era detta contenta in quanto i download sono triplicati dalla messa in atto del piano di Microsoft, aumentandone la visibilità agli utenti.
I 12 browser presentati sono divisi in due categorie basate sulla diffusione dei vari software. Nella prima categoria si trovano i browser più diffusi – Internet Explorer, Firefox, Chrome, Opera e Safari – disposti in ordine casuale; nella seconda gli altri 7 disposti sempre in ordine casuale.
Il problema nasce quando sei produttori facenti parte della seconda fascia di browser (Avant, Maxthon, SlimBrowser, Sleipnir, GreenBrowser e Flock) hanno inviato una petizione al vicepresidente della Commissione Europea, sentendosi discriminati.
Praticamente vogliono comparire nella vetrina proprio dove ci sono i browser più famosi e diffusi, per permettere agli utenti una visione globale dell’offerta. Microsoft dal canto suo non intende al momento mettere mano alla Ballot Screen, mentre la Commissione Europea ha risposto seccamente ai firmatari, dicendo senza mezzi termini che avrebbero dovuto avanzare le le eventuali polemiche quando la proposta del ballot screen è stata resa pubblica.
Come se non bastasse la disposizione dei browser è strettamente legata alle quote di mercato dei vari browser e viene aggiornata ogni semestre, per questo chiunque può guadagnare posizioni e ritrovarsi tra i primi cinque. Dopo tutto Opera ha triplicato i download proprio grazie alla schermata, anche se era già nei primi 5.