Tux è sempre sembrato innocuo come sistema operativo basato su Linux, ma in realtà è un Che Guevara che è stato in giro per il mondo a combattere su più fronti.
Cuba ha annunciato la variante nazionale di Linux, Nova, ma adesso anche gli amici della Corea del Nord hanno presentato la propria variante. Red Star è il sistema operativo basato su Linux della nazione, con un desktop davvero simile a Windows, ma con la stella rossa che sostituisce il pulsante Start. Il disco di installazione ha come future una citazione da Kim Jong-il circa l’importanza di un sistema operativo “compatibile con la tradizione coreana,” ed i requisiti di sistema sono un Pentium III da 800MHz con 256MB di RAM e 3GB di spazio su hard disk (la versione della Corea del Nord di Minesweeper prende davvero molto spazio).
Naturalmente c’è spazio anche per Firefox, solo che in questo sistema abbastanza originale si chiama My Country e permette il collegamento a qualcosa chiamata “My Country BBS”, un portale web sulla Corea del Nord nella sua versione (limitata) di Internet.
Dopo questo non so proprio dove immaginare l’immagine del pinguino di Linux. Un sistema libero che si scontra con realtà chiuse è il massimo.
