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Come convertire un film in 3D

Autore: Falco | File sotto News

La mania del 3D è esplosa ormai da tempo, e film come Avatar non fanno altro che portare questa moda sempre più in alto (nonostante le scene 3D del film siano poche).

Ma in realtà, la cosa che probabilmente molti di voi ignora è che le riprese in 3D sono davvero proibitive, specialmente per film che non hanno grandi ambizioni. Ma esiste pur sempre la finzione no?

Di registi ossessionati dalle tre dimensioni non ce ne sono molti levando James Cameron e pochi altri, e come detto molti film non hanno il budget per sostenere i registi che lo fanno. Le riprese in 3D comportano l’uso di due telecamere, appena offset, che catturano tutta l’azione in tandem. Apparentemente molto semplice, ma la tecnologia impiegata, e la gente che sa come usarla hanno un prezzo molto caro: si comincia da sette zeri. Così la maggior parte dei film 3D che uscirà ad Hollywood nei prossimi mesi o anni, compresi i due nuovi film di Harry Potter così come Alice nel paese delle meraviglie di Tim Burton, risparmieranno parecchi soldi ricreando l’effetto in post-produzione.

Gli artisti grafici separano in strati di profondità le varie scene, con due strati per scatti con inquadrature semplici e fino a otto scatti con composizioni più complesse. Poi, gli oggetti in ogni strato vengono accuratamente tracciati, creando una mappa topografica della scena. Qui entra in gioco il computer, che simula la prospettiva della seconda fotocamera generando un’immagine un po’ offset. Le immagini negli strati più vicini allo spettatore saranno maggiormente compensate, creando l’illusione di oggetti che fuoriescono dallo schermo.

La parte più complicata purtroppo va fatta a mano, e questo in mondi particolari come quelli di Tim Burton, potrebbe dire parecchio lavoro da fare davvero. Basta aspettare qualche mese per poter notale le differenze tra il 3D genuino e quello ricreato in post-produzione.

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