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4th

Android 2.0: la recensione

Autore: Falco | File sotto Google

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Nel corso dell’ultimo anno Android si è evoluto più rapidamente di quanto non abbia mai fatto qualsiasi altro sistema operativo smartphone. Tutti gli aggiornamenti hanno reso Android più capace e avanzato, mese dopo mese, e le interfacce personalizzate dalle aziende come HTC e Motorola, portano significativi e costanti cambiamenti e vesti.

Mentre le icone e le barre di menu sono stati tirati a lucido per impressionare gli utenti, alcune cose sono nel complesso le stesse: tre desktop da riempire di icone e widget, l’ombra di notifica e un pop-up dove trovate tutte le applicazioni. Tutto valido, anche se un pò confuso.

La ricerca universale non è così universale come ci si aspetterebbe. Si può utilizzare solo su applicazioni, contatti, YouTube, musica e il web, mentre per le email si deve andare in applicazioni di messaggistica e-mail separatamente per cercare quello che vi serve, che non ha molto senso.

E mentre Android 2.0 è in grado di funzionare in multitouch, molte delle applicazioni in cui lo vorreste non sono supportate: il browser e le mappe. Mentre la tastiera rimane ancora troppo piccola.

Il software è indissolubilmente legato ai componenti hardware, come Apple insegna, tutto per le migliori prestazioni. Droid è il primo telefono con Android 2,0 e nonostante monti un processore ARM Cortex A8 TI OMAP3430 che è fondamentalmente lo stesso del Palm Pre e dell’iPhone 3GS, riesce ad avere bruschi cali delle prestazioni.

Quindi è assolutamente inspiegabile come Android 2,0 abbia apps che si aprono immediatamente e permetta di gestire in background vari elementi di interfaccia utente molto semplice, e allo stesso tempo passando da un desktop all’altro abbia del leg o dei saltellamenti. Molto evidente pensare che non sia un problema di hardware, ma piuttosto piccoli errori di un sistema operativo giovanissimo.

Oltre al sistema di navigazione Beta Google Maps, Android 2.0 ha l’aggiornamento più significativo nella gestione dei contatti e del networking. Come Pre Palm l’interfaccia utente integra i contatti provenienti da fonti multiple, tipo Facebook e Exchange. Quando si aggiunge l’account di Facebook per esempio, è possibile scegliere di aggiungere tutti gli amici presenti nello spazio, o solo per quelli che siano reali contatti di Google. Quindi non vi troverete ad avere tra i contatti persone di cui non avete neanche il numero.

Cliccando sull’icona di un contatto compare una fila di icone che permette di contattare la persona via SMS, telefono, email, Facebook o qualsiasi altra cosa abbiate aggiunto. Android finalmente si avvicina sempre più all’interfaccia smartphone.

Il browser al suo interno è più veloce, più intelligente e più potente del precedente, secondo solo a Safari Mobile, anche se Opera resta il re incontrastato per quanto riguarda le prestazioni e il consumo di banda. Alle voltà vi verrà voglia di dare un pizzico di zoom, ma poi tornando con i piedi per terra vi dovrete ricordare che non è supportato (non capisco il perchè). Ma perchè Palm che è molto più piccolo permette di pizzicare e ingrandire, e Google no?

Per trovare il video player dovrete andare all’interno della galleria, che in modo macchinoso non vi permetterà di riprodurre gli stessi video visti su Zune HD o iPhone.

Sicuramente per crescere e impensierire Apple ci vuole molto di più, ma la strada intrapresa da Google è quella giusta.

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