
Lo so la notizia non è il massimo per gli animalisti, ma nell’estate del 2007 un team di Stanford ha condotto una ricerca molto interessante.
Impiantando della fibra ottica nel cranio di un topo, sono riusciti a riprogrammare la metà destra della sua corteccia motoria.
Secondo lo studio, un fascio di luce è in grado di controllare l’attività cerebrale di una persona con grande precisione. Questo dimostra come la droga e gli elettrodi impiantati possono influenzare il cervello siano terribilmente imprecisi: gli elettodi non riescono ad attivare singoli neuroni, ma colpiscono tutto ciò che li circonda. Mentre le droghe annebbiano il cervello e influenzano qualsiasi tipo di neurone capiti nel raggio di azione. Senza contare gli effetti collaterali.
Per esempio l’impianto cocleare che permette di udire ai sordi produce suoni confusi, perché l’elettricità si diffonde al di là dei neuroni e gli stimolatori cerebrali per i pazienti affetti da Parkinson oltre a consentire loro di camminare e parlare, può causare convulsioni e debolezza muscolare.
Il segreto di questa scoperta, è che i neuroni del topo non erano normali, ma modificati con i geni prelevati da una pianta, che reagiscono alla luce. Questo vuol dire controllo mirato di minime zone del cervello e dei singoli neuroni.
Curare malattie e cominciare a capire come il cervello interagisce con il corpo sarà molto più facile grazie a studi comequesto.