
Sembra uscita da un fumetto questa possibilità, ma gli scenziati hanno scoperto un modo che permette di iniettare geni portatori di nanoparticelle nelle cellule staminali con lo scopo di far guarire le ferite più velocemente.
Troppo bello per essere vero dite? Avete ragione, perchè il metodo è potenzialmente cancerogeno.
L’idea è quella di utilizzare nanoparticelle per fornire un gene alle cellule staminali che permetta di creare nuovi vasi sanguigni e velocizzare la riparazione del tessuto danneggiato. I risultati sui topi sono già incoraggianti:
Le cellule modificate una volta iniettate in topi con arti posteriori feriti, hanno permesso all’ 80% di sopravvivere, mentre dei topi che avevano ricevuto cellule non modificate, soltanto il 40% era riuscita a non perdere gli arti.
Il guaio di queste cellule modificate è che gli effetti sembrano scemare dopo un breve periodo di tempo. Gli scienziati sono per questo alla ricerca di altri metodi, come per esempio l’utilizzo di un virus per trasmettere il gene, ma anche sotto questo punto di vista i rischi non sono pochi, in quanto i virus possono integrarsi nel genoma delle cellule e potenzialmente causare reazioni immunitarie, oppure un cancro.