
Alcuni ricercatori presso il Dipartimento di Energia del Lawrence Berkeley National Laboratory e UC Berkeley hanno sviluppato un ultra-denso chip di memoria in grado di immagazzinare dati fino a un miliardo di anni.
Il chip è composto da una nanoparticella cristallina di ferro racchiusa all’interno di un nanotubo di carbonio.
La ricerca guidata da Alex Zettl, rileva come gli attuali metodi di memorizzazione digitale siano in grado di immagazzinare quantità di dati considerevoli, ma solo per decenni.
Questo nuovo metodo di stoccaggio dati è sicuramente suggestivo se dovesse mantenere le promesse fatte dai ricercatori, ma purtroppo non credo che la vedremo mai realmente applicata da qualche parte.